L’Anima di Firenze in un Fiore: Il Mito e la Storia del Giglio Gigliato
- 25 lug 2024
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 13 feb
C'è un legame indissolubile che unisce le pietre di Firenze alla terra che la circonda. È un legame scritto nei petali di un fiore che tutto il mondo chiama Iris, ma che per noi fiorentini è, da oltre mille anni, semplicemente e orgogliosamente il Giglio.
Come Flower Designer a Firenze, sento il dovere di onorare questo simbolo che non è solo un fregio araldico, ma materia viva che ogni primavera esplode nelle nostre campagne, tra uliveti e muretti a secco, colorando il paesaggio di quella nobiltà viola e bianca che ha reso celebre la "Città Gigliata".
Il Mito di Iride: Il Ponte tra Cielo e Terra
Tutto inizia con un volo dall'Olimpo. Il nome Iris deriva da Iride, la ninfa dell'arcobaleno e messaggera di Giunone. La leggenda narra che, lanciandosi nel vuoto, Iride creasse un arco cromatico capace di mettere in comunicazione il mondo degli dei con quello degli uomini. L'Iris è dunque, per natura, un ponte di luce. Portare questo fiore in un allestimento nuziale significa evocare una connessione sacra, un legame che unisce l'aspirazione divina alla concretezza terrena.
Dal Bianco al Rosso: La Storia del Simbolo
Il Giglio è il cuore di Firenze fin dall'XI secolo. Originariamente il vessillo cittadino era un giglio bianco su sfondo rosso, ma nel 1266, dopo la vittoria dei Guelfi sui Ghibellini, i colori vennero invertiti: il Giglio divenne rosso su campo bianco, così come lo ammiriamo oggi sul Gonfalone e sulla maglia della Fiorentina.
Anche Dante Alighieri, nella sua Divina Commedia, pianse il tempo in cui il Giglio non era ancora stato "diviso" dalle lotte intestine, definendolo il simbolo glorioso della città. Questo fiore è così radicato nell'identità fiorentina che nel 1811 i cittadini insorsero contro Napoleone pur di non vederselo sostituire.
Il Fiorino d’Oro e il valore del Giaggiolo
Nel 1252, Firenze coniò il primo Fiorino d’Oro, la moneta che avrebbe dominato i mercati europei per secoli. Su una faccia splendeva San Giovanni Battista, sull'altra il Giglio. Ma la ricchezza di questo fiore non era solo monetaria. Ancora oggi, nelle colline del Chianti, si coltiva l'Iris Pallida (il Giaggiolo). I suoi rizomi, lavorati con pazienza artigianale, producono essenze di inestimabile valore, alla base dei profumi più raffinati del mondo. Scegliere l'Iris per un evento significa scegliere una fragranza che profuma di storia e di terra toscana.
L’Iris Florentina nell'Arte e nella Natura
Scientificamente classificato da Linneo come Iris Florentina, questo fiore bianco venato d’azzurro è stato ritratto dai più grandi maestri. Lo ritroviamo nell'arte fiamminga, come nel celebre Trittico Portinari, dove appare in scene sacre come simbolo di purezza associato alla Madonna.
In primavera, passeggiando per la valle dell’Arno, l’Iris è ovunque:
Iris Pallida: viola chiaro e delicato.
Iris Germanica: viola scuro e profondo.
Iris Florentina: il bianco candido che diede origine al primo stemma di Firenze.
Tradizione e Modernità nel Flower Design
Nella mia Bottega dei Fiori, utilizzare il Giglio (Iris) per un matrimonio in Toscana non è solo una scelta estetica, ma un atto di amore verso le nostre radici. È il fiore perfetto per chi desidera un rito che parli la lingua di questa terra, unendo la forza di un simbolo millenario alla delicatezza di una fioritura primaverile.
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Ezio De Angelis – Flower Designer nella città del Giglio.
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