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Il Fasto di Nannina de' Medici: Cronaca di un Matrimonio Leggendario nel 1466

  • 8 giu 2025
  • Tempo di lettura: 6 min

Aggiornamento: 13 feb

Nannina si sposò, l'8 giugno 1466, con il letterato umanista Bernardo Rucellai.

Nozze dei Medici -Nanninna Corredo_Nannina
Nozze dei Medici -Nanninna Corredo_Nannina
Nannina de Medici
Nannina de Medici

C'è un momento nella storia di Firenze in cui l'allestimento di un evento ha superato l'immaginazione, diventando lo standard assoluto della magnificenza. Parlo dell'8 giugno 1466, giorno delle nozze tra Nannina de' Medici, figlia di Piero il Gottoso e sorella di Lorenzo il Magnifico, e l'umanista Bernardo Rucellai.

Come flower designer a Firenze, leggere le cronache di quel giorno mi ricorda che la nostra ricerca della "bellezza assoluta" non è una moda recente, ma un'eredità che portiamo nel DNA da oltre cinquecento anni.







Un'Architettura per la Festa: Il Palco dei Rucellai

Per celebrare l'unione tra le due potentissime casate, non ci si limitò a decorare una sala. Giovanni Rucellai fece costruire un immenso palco triangolare di circa 1000 metri quadrati che occupava l'intera piazza antistante il Palazzo Rucellai, la Loggia e via della Vigna.

Ma il vero capolavoro fu la protezione dal sole: un immenso "cielo" di panni turchini (azzurri) teso sopra la piazza. Questo soffitto effimero non era solo funzionale, ma era interamente adornato di ghirlande di verzura e rose fresche, con festoni che incorniciavano gli scudi araldici dei Medici e dei Rucellai. Immaginate il profumo di migliaia di rose che scendeva dall'alto sui 500 invitati: un'esperienza sensoriale che oggi definiremmo d'avanguardia.

Nannina Rucellai
Nannina Rucellai

Tre Giorni di Festa e Splendore


Il matrimonio durò tre giorni consecutivi. Le cronache raccontano di 50 giovani donne "bene parate" e 50 giovani cavalieri che danzavano sul palchetto. La cucina, allestita direttamente in strada, contava oltre 50 tra cuochi e sguatteri per servire banchetti da 170 persone a tavola per turno.

L'innovazione non stava solo nei numeri, ma nella cura dei dettagli: dalle "confettiere di pinocchiati" ai vestiti della sposa, come la cioppa di velluto bianco ricamata di perle e oro, del valore di migliaia di fiorini.


Loggia Rucellai a Firenze
Loggia Rucellai a Firenze



l Fiore come Simbolo di Alleanza

Nel Rinascimento, il fiore non era mai "solo un fiore". Le ghirlande di verzura (foglie sempreverdi) rappresentavano la continuità della stirpe e la forza delle casate, mentre la rosa nel mezzo delle ghirlande era l'omaggio alla bellezza e alla giovinezza di Nannina.

Questa attenzione millimetrica alla scenografia è la stessa che cerco di riportare nel mio laboratorio di Firenze. Quando oggi progettiamo un soffitto floreale o un festone di verzura per una villa in Toscana, stiamo in realtà citando i maestri che, nel 1466, hanno inventato l'arte dell'accoglienza.


L'Originalità nasce dalla Storia

Nannina de' Medici, ritratta forse da Botticelli nella Madonna del Magnificat, è l'icona di un'epoca in cui Firenze dettava legge in fatto di stile. Studiare queste figure "secondarie" ci permette di capire che la vera ricchezza di un matrimonio non è solo nel budget, ma nell'originalità della visione e nella capacità di creare un mondo a parte per un giorno solo.


Vuoi un matrimonio che profumi di storia?

Se sogni un evento che recuperi il fasto e l'eleganza del Rinascimento fiorentino, senza rinunciare alla sensibilità contemporanea, sono pronto a guidarti. Dalla progettazione di "cieli" floreali alla scelta delle rose più nobili, trasformiamo la storia in un'emozione presente.

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Ezio De Angelis – Erede dell'estetica fiorentina.


E alle seconde e terze e quarte tavole mangiava gente assai, per modo che fu tal pasto che vi mangiò persone 500: — alle colezioni uscivano fuori in sul palchetto venti confettiere di pinocchiati (1) e zuccherati. La cucina si fece nella via dirieto alla casa nostra, facendo chiuderla con assi dalla via della Vigna infino al canto che volgie a andare a S. Brancazio, dove s'aoperavano fra cuoghi e sguatteri persone 50. Armeggiarono parte de' giovani delle nozze il martedì in sul partire della donna novella nella Vigna movendosi da casa nostra fino al canto dei Tornaquinci, e di poi nella Via Larga a casa Piero di Cosimo, accompagnata ch'ebbero la sposa novella. E alla donna novella furono date 25 onorevoli anella dalle persone che si diranno appresso. Furono donate più cose da mangiare, come usanza, da' comuni e da speziali persone, come si noteranno qui di sotto.


Nannina de Medici
Nannina de Medici



«La donna novella ebbe di mancia da Bernardo fiorini 100 e mani 100 di grassoni: donammo a più servidori e amici della casa paia 70 di calze di panno alla divisa. Alla donna novella si fecero vestimenti ricchi; uno di velluto bianco ricamato di perle seta e oro con maniche aperte foderato di lattizi di valuta di fiorini e uno di zetani vellutato alto e basso di perle molto ricco di pelo e di buono colore, costò fiorini 7 il braccio, foderato le maniche d' ermellini.» E oltre a due vestiti narrati di sopra che si fè alla donna novella, ebbe una cotta di domaschino bianco brocato d' oron fiorito con un paio di maniche di perle di valuta di fiorini .... e un'altra cotta di seta con maniche di broccato d' oro chermisi e più altri vestimenti di cappe e giornee di seta e di panno: ancora ebbe una collana ricca con diamanti rubini e perle di valuta di fiorini 1200 — e una brochetta di spalla con uno grande balascio e perle che costò fiorini 1000, e un'altra per testa di valuta di fiorini 300, e uno vezzo al collo di perle grosse con uno grosso diamante punta per pendente di valuta che solo il diamante costò ducati 200; e uno cappuccio ricamato di perle e uno tranello di perle grosse di valuta di fiorini 100 e due paia...»

Da diversi parenti furono donate alla donna novella non meno di venti anella e sei dallo sposo, due quando la tolse, due dello sposalìzio, due nella mattina che si donano le anella.


 

E infine la dote e il corredo. « La dota fu fiorini 2500 e tanti ne confessando con f. 2000 sul monte e f. 500 di donora, le quali donora costarono fiorini 1500 ma largamente valevano f. 1200; furono molte belle e ricche donora come appresso si dirà, cioè:

1 paio di forzieri colle spalliere molto ricchi.

1 cioppa (2) di panno paonazzo rosina ricamata con perle.

1 giornea (3) di raso alessandrino allucciolata con perle.

1 giornea di dom. bianco e chermisi con frange e perle.

1 cioppa di moscavoliere,  ricamate le maniche di filo d'oro.

1 gamurra paonazza rosina con oro, ariento e perle.

1 cotta di zetani alessandrino con maniche di broccato.

1 gamurra (4) di panno bianco con maniche appicciolato.

1 saia di seta con maniche di damasco bianco e rosso.

1 gamurra di panno paonazzo con maniche di seta e con ariento.

1 saia verde e nera a uccellini doppia fine.​

20 braccia di panno lucchesino di grana largo in pezzo.

13 sciugatoi in uno filo e una pezza di pannolino sottile braccia 4 di panno lucchesino fine per 1 gamurrino.

1 camicia di renso lavorata.

1 testiera di chermisi lavorata di perle.

1 berretta ricamata d' ariento e perle.

1 berretta di raso alessandrino ricamata a diamanti.

1 libriccino di nostra donna istoriato con fornimenti d'argento.

1 bambino colla vesta di damasco ricamata con perle.» (5)


Oltre questo corredo valutato nella dote ebbe la Nannina gran quantità di cose donate che non si contano.

E cioè 93 braccia di ricche stoffe in pezza: «zetani velutato paonazzo e chermisi, domasco verde broccato, domasco alessandrino broccato, velluto chermisi spianato, raso chermisi.» E più;


1 1/4 braccio di broccato d' oro chermisi.

62 fazzoletti da mano.

50 benducci da donna.

16 camicie e 28 cuffie di pannolino lavorato.

6 testiere (6) sottili di renso (7).

4 sacchettini con nappe.

7 pezzi di nastri di più ragioni.

12 braccia di bende fini.

2 taschettine di renso lavorate.

2 sciugatoi di fiore.

4 sciugatoi da forzieri.

1 paio di guanciali lavorati alla veneziana.

1 berretta e 1 testiera ricamate d'oro filato.

1 berretta ricamata a fioralisi.

1 cuffia di seta ricamata ad ariento e perle.

1 berretto d'afficurato e 1 di damasco fiorito per la notte.

3 cappelline di velluto e raso con perle.

1 vergine Maria d'ariento dorato.

1 libriccino di nostra donna coperto di broccato.

1 filza di coralli con ariento e perle.

1 cintola chermisi broccato.

1 borsa d'argenteria con perle e bottoni, 1 alla viniziana di broccato e 1 alla fiandresca ricamata.

5 borsotti di più ragioni con perle.

4 agoraiuoli (8) a borsa ricamati con perle.

8 pennaiuoli (9) di più ragioni e 1 con perle.

2 anella da cucire, 1 d'oro e 1 d' ariento.

1 coppia di coltellini e 1 punteruolo forniti d'argento.

1 coltellino e forchetta forniti d'argento.

1 paio di scarpellini d'argento e 1 di ferro.

3 paia di forbici messe a oro.

2 collarini di seta alla catalana.

5 pettini d'avorio di più ragioni.

1 pennaiuolo fornito di più cose.

4 paia di guanti di più ragioni.


Nannina de Medici rirìtratto idealizzato, nella Madonna del Magnificat di Sandro Botticelli, dove è raffigurata come l’angelo di destra che sorregge la corona della Madonna.
Nannina de Medici rirìtratto idealizzato, nella Madonna del Magnificat di Sandro Botticelli, dove è raffigurata come l’angelo di destra che sorregge la corona della Madonna.

Tratto da Rucellai, Giovanni, 1475-1525, Un mercante fiorentino e la sua famiglia nel secolo XV, Firenze, Tip. G. BarbeÌ€ra, 1881

 
 
 

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